Pagina 00058 Cosmogonia (le Figlie di Vuoto)
pagina 77 di 114 dell'edizione italiana
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Descrizione e testo della pagina
Descrizione dell'immagine
Il testo è dattiloscritto in orizzontale su un foglio ruotato di novanta gradi: sulla pagina diritta si legge dal basso verso l'alto. Quattro capoversi in tondo e un ultimo capoverso in corsivo neretto; sotto, nello stesso verso, una citazione in grandi lettere corsive con la firma scritta a mano e, all'altra estremità, un simbolo nero tracciato a pennello, una barra attraversata da due tratti curvi. Diritti rispetto alla pagina ci sono il numero «-3-» in alto al centro e il numero di pagina 00058 in basso al centro.
Testo della pagina
-3-
In verticale, dal basso verso l'alto:
Quando le sorelle sentirono ciò, esse affrontarono Vuoto e lo scongiurarono di non dimenticarsi di loro che erano le sue Primogenite. Allora Vuoto così decretò:
Che questo fratello, poiché non aveva forma, avrebbe vissuto con Aneris nel Non-Essere e poi la avrebbe lasciata così da poter giocare con l'ordine ed il disordine; vivendo con Eris nell'Essere. Ma Eris si riempì di dolore al sentire questo e cominciò a singhiozzare.
"Perché ti scoraggi?" chiese Vuoto, "Avrai anche tu una parte del tuo nuovo fratello." "Ma Padre, Aneris e io abbiamo sempre litigato, ed ella me lo porterà via non appena lo scoprirà, facendolo tornare nel Non-Essere." "Capisco," rispose Vuoto, "Allora decreto quanto segue:
"Quando tuo fratello lascerà la residenza dell'Essere non tornerà di nuovo a risiedere nel Non-Essere ma tornerà da me, Nulla, da cui proviene. Voi ragazze potete bisticciare quanto vi pare, ma Mio figlio è vostro fratello e Noi siamo tutti parte di Me."
Ed è per questo che noi uomini non esistiamo finché iniziamo ad esistere; e allora giochiamo col nostro mondo di cose esistenti e le ordiniamo e disordiniamo e ciò avviene finché non torniamo alla non-esistenza dall'esistenza, e quella spiritualità senza nome ritorna al Vuoto, come un bambino stanco torna a casa da un circo particolarmente selvaggio.
“Tutto è vero! Tutto è permesso!”
Firma a mano: Hassan i Sabbah
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